Skiers:
Mac, Luke, Koala, Enrico, Acerri, Marti, Freevarco Photos:
Mac751, Koala, Luke
Location:
Courmayeur (AO) - 09 Dic 07 Impianti e piste:
Chiuse funivie Youla e Arp
Meteo:
Neve abbondante per tutta la giornata con visibilità ridotta ma
accettabile. Vento in aumento nel pomeriggio in zona
Gabba-Bertolini. Temperature di poco inferiori allo zero, quota
neve attorno ai 1000 metri.
Neve:
Durante le 48 ore del weekend nevicate consistenti per buona
parte del tempo, accumulo da 50cm al mattino fino ad arrivare a
100cm nel pomeriggio. Buona qualità, anche se non estremamente
leggera. Rischio valanghe marcato.
Text: Marco Carboni
E' successo di nuovo. Come accaduto nella precedente
edizione invernale (SIMPOSIO III) è stato il secondo giorno di
sci a regalare le emozioni più incredibili. La bistrattata
Courmayeur sarebbe stata la scelta migliore anche il giorno
precedente, sebbene l'idea di un meteo molto incerto avesse
convinto i più che la meta ideale per il nostro enorme gruppo
fosse all'estremo opposto della Valle. Poco male però, il nostro
Angelo della Polvere aveva già deciso di premiare tutti i suoi
adepti - chi più chi meno - e quindi impeccabile si è rivelata
la scelta maturata la sera precedente, davanti a un calice di
vino e ad una fonduta, di onorare la "perla" valdostana della
nostra devota presenza.
Fin dal primissimo e buio mattino il nostro parcheggio di Morgex
si presentava decisamente bianco, non più di 15-20 centimetri,
ma qui non sono pochi, a 900 metri d'altitudine. Il tempo di
riordinare le idee, prendere su il Luke, percorrere quei dieci
minuti su un fondo stradale incerto, ed eccoci al parcheggio di
Val Veny, più puntuali che mai, pronti alla battaglia. Sì, un
cappuccio nell'attesa dell'indiavolato Freevarco siamo costretti
a berlo. Sono le forze necessarie a quello che ci aspetta,
sapevamo che su avremmo incontrato i padroni di casa, Enrico e Acerri,
che da subito ci avrebbero voluto lasciare un ricordo indelebile di
questa giornata così promettente. D'altronde il gruppo si
presentava molto battagliero, Luca con i suoi Hellbent che sono il
doppio di lui, Freevarco sfoderava dei grassi Made 'n AK. Io,
Koala e la snobborder ci siamo dovuti limitare, purtroppo i miei
Katana il giorno precedente hanno deciso di meritare un pit stop
in azienda. Non ci voleva.
Eccoci su. Dentro le nostre vene scorre quel sangue assassino,
il sangue di chi ormai sentiva troppo forte il desiderio di una
giornata così perfetta, così polverosa. Dentro di me sento
quell'ansia, quella smania che mi rende impossibile contare fino
a 10 prima di partire. Vedo che gli altri non sono da meno, in
particolare i due più giovani del gruppo paiono indemoniati,
hanno bisogno di sfogarsi. Non importa come si scia, qui importa
solamente domare la polvere. Allo stile, alle foto, agli amici,
a tutto penseremo dopo. Ma la prima discesa è istinto, rabbia,
irrazionalità. Brivido bianco.
Una volta rilassati sulla prima seggiovia di giornata scendiamo,
e annettiamo al gruppo di "disperati" anche i due padroni di
casa, quanto mai volenterosi ad illustrarci i passaggi migliori
tra le boscaglie d'alta valle. Purtroppo non potremo mostrare ai
soldati orientali i migliori pendii sopra ai boschi, troppa la
neve caduta e l'esposizione dei pendii non è delle più
rassicuranti. Pazienza, soffriremo nella bosca.
Discesa dopo discesa non si colma la nostra voglia di morbido
sotto ai piedi, la splendida compagnia e le condizioni
magnifiche ci proiettano in un'altra dimensione temporale,
vorremmo fermare il tempo che ci sfugge via così crudele e
sanguinario, almeno quanto noi lo siamo nel tagliare le distese
bianche. Solo il pranzo ci dà un input diverso, positivo
altrettanto. Un attimo di caldo, di cordialità e qualità una
volta tanto, a ritemprarci. Ne abbiamo bisogno. Sarà un
pomeriggio di esplorazione, senza più la compagnia dei "locali".
Si comincia con un bosco splendido, interminabile, sempre più
fitto. Troppo, forse. Luke, Freevarco e il sottoscritto ci
alterniamo alla guida del gruppetto indicando le traiettorie da
seguire per divincolarsi tra polvere e arbusti di varie
dimensioni. Commettiamo anche un errore di valutazione,
ignorando la giusta via di fuga dal boschetto e andandoci a
"infognare" in un passaggio estremamente ardito. Assieme al
prode veneziano blocchiamo in tempo Freevarco e pensiamo a
divincolarci dalla situazione, dapprima con le sole nostre
forze, poi in contatto radio con Marti e il Koala, avvistati
poco più sotto. In un modo o nell'altro, risalendo un breve
tratto immersi in un polverone troppo in piedi, sbuchiamo tra i
paravalanghe per la felicità non solo nostra ma anche dei nostri
compagni di viaggio, effettivamente preoccupati almeno quanto
noi.
Passato questo momento adrenalinico torna consistente la voglia
di fare qualche curva rilassante, sul morbido ormai sconfinato
dopo una giornata di neve continua. Il momento di un "5" con il
compagno di merende Luke per lo scampato pericolo e il tempo è
ormai sfuggito, sta per terminare questa fantastica giornata.
C'è grande soddisfazione nel gruppo, l'idea comune è di aver
preso parte ad una giornata come da tempo non capitava e
soprattutto sempre meno spesso capita, dannato mutamento
climatico!
Ma soprattutto è stato l'ennesimo Simposio del Powder West da
ricordare, condito di discese sfrenate, spuntini squisiti,
immersi nella polvere, circondati dall'amicizia che ormai ci
lega fortemente.
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