TENNIS - Editoriale
30 Marzo 2006

La vittoria è di "Occhio di Falco"
Miami. Primo episodio della saga di "Hawk-Eye", "occhio di falco" per noi poco avvezzi all'inglesizazzione del vocabolario.
Innanzi tutto spieghiamo di cosa si tratta, per chi non ne fosse al corrente. Ogni palla viene visualizzata da 8 telecamere che inviano l'immagine a un computer. Questo procede all'elaborazione grafica unendo tutte le immagini fino a "creare" un cartone animato che - salvo un margine dell'errore di circa l'1% - può chiarire tutti i dubbi di giocatori, arbitri, e soprattutto pubblico.
Sì, soprattutto il pubblico. Perchè è questa la maggiore vittoria del primo torneo con la sperimentazione di "Hawk-Eye". Il pubblico ha gradito, il "Challenge" contro il computer è un valore aggiunto a ogni match sul campo centrale di Key Byscayne. E se le statistiche dicono che gli arbitri hanno ragione per gran parte dei "challenge" poco importa. Il pubblico americano impazzisce nel fischiare il giocatore che ha invocato la moviola senza motivo oppure acclama all'impazzata quando al giocatore viene restituito un punto di cui era stato privato per una chiamata distratta. Se poi il giocatore in questione è uno di casa, un Roddick per dire, il clima diventa da Torcida.
Ai puri esteti del nostro sport, così come a Rino Tommasi, questa innovazione magari non piace, forse la si reputa troppo onerosa rispetto ai benefici che vi si possono trarre. Forse è vero, ma non credo neppure che le tot migliaia di euro che servono per dotare un campo di questo sistema manchino a certi tornei. Specie a quelli indoor dove si gioca su uno o due campi per tutto il torneo. Le maggiori obiezioni possono semmai essere riferite alla non applicabilità su tutti i campi, specie nei tornei dello Slam dove si gioca i primi giorni su 20 campi diversi. Ci si espone quindi ad una sorta di "discriminazione" verso gli atleti che saranno costretti a giocare defilati sui campi minori, che mai e poi mai saranno forniti di questi sistemi tecnologici.
Da un punto di vista regolamentare e tecnico sono due le chiamate che ogni giocatore ha a disposizione in ogni set, con una chiamata aggiuntiva in caso di tie-break. Se al giocatore viene riconosciuta ragione egli mantiene il suo numero originale di chiamate a disposizione. Se invece egli ha avuto torto verrà privato di una chiamata dal totale disponibile, questo ovviamente per evitare "abusi" della possibilità a loro offerta, per non snaturare un gioco che si è dimostrato comunque non troppo spezzettato grazie alla grande efficienza del metodo e alla grande velocità di elaborazione delle immagini. Pochi secondi per ogni chiamata.
Vedremo il secondo atto della saga di "Hawk-Eye" in quel di Flushing Meadows, US Open, dove a essere dotati saranno più campi.

Marco Carboni
Redazione Tennis
 
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