ESCURSIONISMO, ALPINISMO E MONTAGNA - 16 Ago 08 // Carona (BG) - P.zo Zerna
 


Climbers: Mac, Marti, Roby e Franco   Photos: Mac


Itinerario: Carona (BG) - Valle Sambuzza - P.so Publino - P.zo Zerna - Carona

TOPONIMO ALT LUNGH T CAI TEMPI D
Carona 1116 0 km 0:00 0:00    
Loc. Pagliari 1313 0,6 km 0:15 0:15 210 T
Loc. Dosso 1475 1,6 km 0:40 0:35 210 T
Forcella 1564 1,9 km  1:00 0:45 209 E
Rif. Baita Casera Val Sambuzza 1718 2,2 km 1:10 0:55 209 E
Baita della Vecchia 1862 3,4 km 1:50 1:20 209 E
Baite Arale 1988 4,2 km 2:15 1:45 209 E
Lago di Valle Sambuzza 2085 4,7 km 2:40 2:05 209 E
Bivacco Pedrinelli 2353 6,2 km 3:35 2:55 209 E
P.so Publino 2368 6,2 km 3:40 3:00 209 E
P.zo Zerna 2572  

4:10

3:15

EE

DISCESA

ALT LUNGH T CAI TEMPI D
P.zo Zerna 2572  

0:00

0:00

   
P.so Publino 2368 0 km 0:30 0:15 EE
Loc. Dosso 1475 4,6 km 2:30 2:00 209 E
Carona 1116 6,2 km 3:00 2:30 210 T


Dislivelli: totale 1456m.



Difficoltà: E (EE la salita alla cima del Pizzo Zerna). Itinerario senza particolari difficoltà anche se di discreto dislivello, peraltro superato senza troppa fatica grazie alla dolcezza della salita su terreno quasi sempre ottimale. Su cresta NW la cima del Pizzo Zerna, sempre più stretta ed esposta verso la parte sommitale, serve passo mediamente sicuro.


Esposizione: Sud per quasi tutto il tragitto.



Rifugi: Nessun rifugio CAI. Il Bivacco Pedrinelli, accanto a P.so Publino, può ospitare una decina di persone, ma è da utilizzarsi solo in caso di effettiva necessità o emergenza.


Acqua e cibo:

 

Text: Marco Carboni

NEL BLU DIPINTO DI BLU
Qualche titubanza la sera precedente ci ha portato a meditare se fosse il caso di intraprendere questa escursione. Il gruppo inizialmente formato si era in buona parte dissolto, ma proprio in ultimo per vie traverse ci è arrivata comunicazione che Roby e Franco alle 7.30 sarebbero stati là, pronti a cavalcare la Valle Brembana verso Carona. E allora mai scelta è stata maggiormente azzeccata di presentarci anche noi, per andare assieme alla scoperta della per me inedita Valle Sambuzza. Itinerario semplice, questo che il "guru" Roby ci propone: buoni dislivelli ma su terreno agile, piacevole, su verso il Lago della Val Sambuzza e possibilmente fin verso Passo Publino. E' umile, Roby: lascia fin dall'inizio solo a me e a Marti l'idea di raggiungere anche la vicina cima di Pizzo Zerna. Forse, nel suo intimo inconscio, se ne pentirà, e così anche Franco, perché quella che verrà sarà una di quelle giornate che si ricordano, una di quelle che capitano ogni tanto, circondati dal limpido blu di un cielo più terso che mai.
Ma andiamo con ordine. Alle 7.30 incontriamo Roby e Franco. Roby è da sempre stato la "guida", lui che vive qua queste montagne le gira da - ehm - ...anta anni! E' maestro di sci, è stato il mio primo maestro di tennis, è allenatore di calcio, è uomo della montagna. L'esperienza che ha lui nello sport beh, è tanta, tantissima. Franco è un docente universitario di Genova, un uomo di mare si direbbe. Ma in montagna risulta instancabile, basta che non si vada fuori giri e lui non ha problemi a seguirti dappertutto. E ha una caratteristica fantastica, da quel che lo conosco ha sempre avuto il sorriso sulle labbra. Il gruppo è composto, e 4 è un numero buono, che mi piace in montagna.
Giunti a Carona dopo aver preparato un paio di panini durante il viaggio, partiamo molto tranquilli puntando verso est, con il sole ancora basso che filtra tra gli alberi ai lati dell'affollata mulattiera che ci conduce faticosamente fin dopo l'abitato di Pagliari, su verso la località Dosso. E' la mulattiera che porta anche al rifugio Calvi, e in una giornata come questa molti hanno deciso di partire di buon'ora.
Passiamo accanto alla parte bassa della cascata della Val Sambuzza, per poi innestare il segnavia CAI 209 che con un paio di tornanti si inerpica senza strappi nel bosco e accanto a rustici rinverditi dalla cura di alcuni amanti della tranquillità. Usciamo dalla fitta vegetazione ben presto, quasi inaspettatamente presto. Ma oggi ne siamo ben contenti, perché in poco tempo attorno a noi va costruendosi un panorama spettacolare.
Sul primo pianoro presso una casera spunta dietro di noi l'inconfondibile sagoma di Pizzo del Becco ad accompagnarci fin nell'anfiteatro che ospita il lago prima meta del nostro cammino. E' tempo di un paio di foto, di due parole con il pastore, di un pezzo di cioccolata per riprendere le energie necessarie a superare il prossimo dislivello.
Il sentiero giunge ad una biforcazione, optiamo per la via più diretta e classica che ora su una vaga mulattiera pietrosa ci conduce con un paio di tornanti fin verso l'assolatissimo pianoro dove è stato intitolato a Flavio Pedrinelli un accogliente bivacco di recente costruzione, dotato di una decina di posti letto, coperte, una spazio per attivare un fornello e una stufa, oltre al libro di via.
Io e Martina lasciamo gli zaini e solo con una felpa di scorta ci dirigiamo, ancor pieni di energie grazie al ritmo contenuto tenuto finora, sulla cresta NW che conduce a Pizzo Zerna. Andiamo ora di passo molto spedito, quasi alla ricerca di un po' di fatica aggiuntiva, sostenuti dalla fame e da un contorno regale. Pochi minuti e superiamo questi ultimi 200 metri di dislivello su cresta erbosa, che solo negli ultimi metri presenta qualche passaggio meno banale, senza tuttavia mai risultare complessa.
Da qui sotto di noi, volgendo lo sguardo a Nord, compare il prima sempre nascosto Lago di Publino, poco sotto l'omonimo passo. Ma è alzando lo sguardo che distinguiamo miriadi di vette all'orizzonte. Sempre verso Nord a farla da padrone è il Gruppo del Bernina alla testa della vicina Valmalenco. Tutta la cresta ad anfiteatro che a sinistra culmina nel Monte Disgrazia e che poi, dapprima verso Nord e poi verso Est, si sviluppa fino a Pizzo Roseg, Pizzo Bernina, Pizzo Zupò e Pizzo Palù.
La vetta che ci ospita non è certo ampia, a farci compagnia c'è una grande croce in ferro con libro di vetta. Ma qui l'idea è tutt'altro che di solitudine, perché lo sguardo si riempie davvero quando lo volgiamo da Ovest a Sud e ad Est. Verso occidente nitida è gran parte della linea di cresta delle Alpi Orobie fino alla testa della Val Seriana, in particolare riusciamo a scorgere nuova neve (caduta la sera precedente) sui versanti nord delle cime del Pizzo del Diavolo di Tenda, di P.zo Scais, di P.zo Redorta e di P.zo Coca. Spostandoci con lo sguardo a Sud incrociamo le vette attorno ai Laghi Gemelli, il gruppo Pradella-Cabianca, e sempre più a est arriviamo alla cresta di confine con il lecchese, in particolare il monte Resegone, poi le Grigne e il Tre Signori con la zona attigua al Rif. Benigni. Andando invece su un piano più lontano a sud scorgiamo addirittura l'Appennino tosco-emiliano, mentre verso est nitido appare tutto il massiccio del Monte Rosa e, sotto forma di piccolo dente grigio accanto al Resegone, anche il Monviso. Eccezionale!
Consumati pochi minuti in contemplazione di tutto questo, ci accingiamo a scendere subito dopo le foto di vetta. Al passo ci aspettano i nostri compagni d'avventura e un lauto pranzo, che consumeremo sulle comode panche accanto al bivacco Pedrinelli, con nessuna fretta. In montagna Roby non ne vuole di fretta, e ha completamente ragione. 
Ripartiamo con estrema calma verso Carona, godendoci ogni piccolo rumore che la natura ci porta all'orecchio, incontrando anche un gruppetto di somarelli che pascolano beati. Tutta la discesa è un lungo (ma neanche troppo) momento di pace, passato ad ascoltare gli avvincenti racconti di aneddoti legati alla montagna che l'ottimo Roby certo non risparmia. E' un dispiacere rientrare sulla frequentata mulattiera di fondovalle ora che ci siamo abituati al silenzio di questa valle incontaminata, ma ci tocca. Non sono divertenti neanche le ultime centinaia di metri sulle pietre della mulattiera che, comunque ben presto, ci riconduce alla macchina posteggiata in Carona.
C'è ancora tempo per un gelato rigenerante in paese e poi via, stanchi ma soddisfatti, sulla strada del ritorno.

*Cliccare sull'anteprima della foto per visualizzare un formato 800x600


La cascata di Valle Sambuzza

Il pianoro che anticipa il lago di Val Sambuzza. Sullo sfondo il Pizzo del Becco.

Il lago con Pizzo Zerna sullo sfondo.

Il mitico Roby e l'inesauribile Franco, nostri compagni d'avventura.

Pecore sulle roccette sopra le baite Arale.

Marti al lago di Val Sambuzza.

Altri inconsueti compagni di viaggio.

Più su ecco il Bivacco Pedrinelli, di recente costruzione.

Splendido il panorama verso nord dal Passo Publino (2368m).

Zoom sul gruppo del Bernina dal previlegiato punto d'osservazione di Passo Publino.

Vetta del Pizzo Zerna, panorami. M.te Resegone e sullo sfondo a destra la sagoma del Monviso.

Ben distinte tutte le cime principali del Monte Rosa nel suo versante orientale.

Grandangolo verso la Valle Brembana.

La cresta che da Pizzo Zerna prosegue verso M. Masoni.

Mystic Marti sullo sfondo dei monti della Valtellina.

Il lago di Publino, sul versante nord di Pizzo Zerna, alla testa della Valle del Livrio.

Le cime recentemente innevate dell'alta Valle Seriana da questa particolare angolazione. Si riconosce il Pizzo del Diavolo di Tenda.

La cresta che culmina del Corno Stella. Sullo sfondo moltissime cime tra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, tra cui il Pizzo Tre Signori.

Bivacco Pedrinelli e P.so Publino da Pizzo Zerna.

Molti laghetti nell'alta Val Sambuzza. Dalla cima possiamo apprezzarli tutti.

Mac in vetta.

E anche la mitica Marti sulla croce che accompagna il libro di vetta.

Di ritorno a Passo Publino.

Marti e Robi verso il meritato pranzo sulle panche fuori dal bivacco.

Interno del Bivacco Pedrinelli.

Il riposo dopo le fatiche e il pranzo.

Una delle colonnine del Soccorso Alpino di Bergamo è proprio qua, nei pressi del bivacco.

Mac si concede una "pausa di riflessione".

Scendendo incontriamo di nuovo questi bellissimi escursionisti!

Rieccoci anche al lago di Val Sambuzza.

Scorcio su Carona all'inizio della vegetazione più fitta.

Altra angolazione sulla parte alta della cascata della Val Sambuzza.

Marti in passerella sul torrente.

 


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