ESCURSIONISMO, ALPINISMO E MONTAGNA - 25 Ott 08 // Carona (BG) - Val dei Frati - Rif. Laghi Gemelli
 


Climbers: Mac, Marti e Elvis   Photos: Mac, Elvis



Itinerario: Carona (BG) - Dosso dei Signori - Val dei Frati - P.so d'Aviasco - Rif. Laghi Gemelli - Carona


TOPONIMO ALT LUNGH T CAI TEMPI D
Carona (lago) 1108 0 km 0:00 0:00    
Carona - fine paese (est) 1150 0,6 km 0:10 0:10   car
1° tornante 1222 1,2 km 0:20 0:20 210 T
Loc. Pagliari 1314 1,7 km 0:40 0:30 210 T
Bivio scialpinistica 1570 3,0 km 1:25 1:00 247 E
Dosso dei Signori 1728 4,9 km 2:20 1:40 247 E
Bivio Val dei Frati 1750 5,3 km  2:35 1:50 247 E
Lago Val dei Frati 1941 6,0 km 3:10 2:10 236 EE
P.so d'Aviasco 2289 7,6 km 4:35 3:10 236 EE
Lago Colombo 2046 9,2 km 5:10 3:35 214 E
Rif. Laghi Gemelli 1968 11,3 km 5:25 4:15 214 E

DISCESA

ALT LUNGH T CAI TEMPI D
Rif. Laghi Gemelli 1968 0 km

0:00

0:00

   
Baita Tomaso 1826 1,1 km 0:20 0:15 213 E
Diga Lago Marcio 1841 2,1 km 0:40 0:35 213 E
Bivio CAI 213 per Rif. Calvi 1790 2,4 km 0:50 0:45 213 E
Baita Foppone 1574 3,3 km 1:10 1:00 213 E
Carona (lago) 1108 4,8 km 2:00 1:40 213 E


Dislivelli: totale 1300m. 1181 + leggeri saliscendi (Pagliari, Lago val dei Frati, P.so Aviasco, Lago Marcio)



Difficoltà: EE. Itinerario di medio escursionismo, dalla notevole distanza e dal buon dislivello. La nota che lo identifica come EE si limita al tratto terminale della salita della val dei Frati, su ripida terra e pietra, ad ormai quote superiori ai 2000m.


Esposizione: Itinerario ad anello. Nord nella prima parte, poi Sud fino al Rifugio, da dove si ritorna su versanti settentrionali. Attorno al P.so d'Aviasco brevemente Ovest (salita) ed Est (discesa).



Rifugi: Rifugio Laghi Gemelli (1968m), con 80 posti letto, a 3/4 di itinerario, ideale per pranzare con i tempi giusti, se si parte presto. Garantisce un'apertura stagionale piuttosto prolungata, consentendo di effettuare l'escursione per un lungo periodo.


Acqua e cibo: diverse sorgenti sul percorso, oltre naturalmente al rifugio.

 

Text: Marco Carboni

ALLA RICERCA DEL COLORE
Forse all'ultima uscita stagionale riusciamo a coinvolgere Elvis nella nostre missione autunnale. Questa volta sembra tutto volgere a nostro favore, e l'inverno che tarda ad imbiancare le nostre montagne ci consente un ultimo tentativo, poi basta.
Verde. Verde come i boschi che ancora non sono costretti a subire rigide temperature, che si coprono man mano delle foglie rossicce che tornano a terra, là dove mesi fa sono risorte nel fervore primaverile. Fin verso Pagliari la roccia delle case antiche contrasta presto con le multicolori tonalità di questa promettente ma sbiadita mattina.
Bianco. Bianco come il cielo sbiadito, che ci ha promesso l'azzurro qui verso Carona ma che ben presto ci ha levato quell'illusione necessaria a portarci su. Sbiadita è la luce che per ora contorna le nostre fotografie alle quali però non manca l'amore che proviamo per i mille sapori che la montagna ci regala oggi e sempre.
Grigio. Grigio come la pietra più dura che troviamo su verso la cima, verso quel passo che per qualcuno diventa un chimera sulle ultime irte rampe della Val dei Frati. Sì, perché dal lago in su è un impennata continua di pendenza, sudore, passione. Sofferenza, talvolta. Quando il grigio si mescola all'azzurro dell'acqua certo la speranza è sempre in fondo al cuore, ché la tristezza autunnale ancora conserva la libertà magica che lassù può esplodere imponente nella trasparenza dell'aria.
Giallo oro. Oro come l'oro dei prati più spenti e più accesi, che felpano i pendii giù verso il rifugio, tinteggiati di tanto in tanto ancora dell'oro di qualche pino isolato e magnifico. Un po' d'acqua, ma poca qui. L'ambiente deve essere brullo per forza di cose. Deve essere giallo fino a là in questo film già visto dal lieto fine. Il fine più lieto dopo una ricerca estenuante ma bellissima, stancante, amorevole.
La ricerca sembra ora essere svanita dentro quattro accoglienti e vitali pareti, ristoro per i viandanti affaticati e affamati. Ma l'incognita è l'azzurro. L'azzurro che porta tutte le tinte, che rianima la ricerca proprio mentre le speranze, per oggi, sembravano vane.
Arcobaleno. Come tutte le tinte che pochi raggi di sole colorano la conca di Baita Tomaso e di Lago Marcio. Forse non sarà molto, ma a noi quei pochi momenti sembra di sognare, di realizzare il nostro obiettivo, vediamo colore da tutte le parti.

*Cliccare sull'anteprima della foto per visualizzare un formato 800x600


Marti ed Elvis su per la mulattiera tra Carona e Pagliari.

Mac e Marti salgono ai margini del bosco.

Tra i colori dei pini ecco spuntare la cascata della val Sambuzza.

Le pendici meridionali del M. Masoni.

Marti fa stretching prima di prendere quota.

Marti nel giallo più intenso.

Anche Elvis scherza sui pianori erbosi...

Zoom sul versante opposto: ecco Casera dei Dossi.

Non troppa luce ma egualmente tanti colori.

L'oro, colore dominante.

Particolare questo grande masso caduto dalle pendici meridionali di Pizzo del Becco.

Eccoci al caratteristico Dosso dei Signori (1789), colorato d'autunno.

Marti scherza ancora prima della tempesta...

Dopo il primo strappo verso sud, eccoci alla diga del Lago di Val dei Frati (1941).

Sguardo verso la parte alta della Val dei Frati, che culminerà nel Passo d'Aviasco.

Lago di Val dei Frati.

Mystic Elvis.

Inizia il tratto duro sulla pietraia. Elvis e Marti.

Particolare di Elvis in pieno sforzo! :)

Eccomi al grande masso che preannuncia la fine della salita dura. Sguardo verso la valle.

In quota possiamo vedere M. Masoni (2663), Cima Venina (2624) e sulla destra P.zo di Cigola (2632) e M. Aga (2720).

Lago di Val dei Frati.

Finita la salita. Ecco Elia a Passo d'Aviasco (2289).

Mac e Marti sulle ultime rampe del Passo d'Aviasco.

Sguardo verso ovest e il pendio che scenderemo. Al centro Lago Colombo, sovrastato da Pizzo Farno (2506).

In secondo piano la vetta più significativa della zona, Pizzo del Becco (2507).

Marti al Passo d'Aviasco.

Mac e Marti giù per prati verso Lago Colombo.

I pendii erbosi giù da P.so d'Aviasco.

Altri splendidi colori verso Lago Colombo.

Piacevolissimo questo tratto erboso appena percorso.

Deviazione non voluta. Pendici scoscese e piccolo guado!

Ed ecco il Rifugio Laghi Gemelli: indicazioni.

Marti ora contenta dopo essersi rifocillata.

E sigarettina per Elvis dopo l'abbuffata con i taglieri di salumi di Maurizio, il gestore.

Il dito di Marti e sullo sfondo la diga dei Laghi Gemelli.

Sprazzi di sereno ad illuminare la valle appena percorsa in discesa. Sullo sfondo Pizzo Becco.

Baita Tomaso, finalmente i colori che aspettavamo da tutta la giornata.

Mac e Marti camminano attorno ai colori di Baita Tomaso.

Il sole bacia la baita.

Sempre colori guardando verso la valle di Carona.

Sprazzi di sereno.

Elvis ammira le tonalità rosse di questa conca.

Il sole ormai si abbassa e regala tinte spettacolari su Baita Tomaso.

Marti si nasconde dietro un tronco!

Pochi metri più giù costeggiamo Lago Casere (1816).

Marti e Mac sulla mulattierina attorno a Lago Marcio.

Subito dopo realizziamo mezzo periplo dello splendido Lago Marcio (1841).

Lago Marcio e sullo sfondo anche la cima di Pizzo del Becco.

Ancora le rive di Lago Marcio.

Lago Marcio e la cime di M. Pradella e Pizzo Farno.

All'altezza dell'innesto del sentiero 213 (sulla dx a strapiombo) colori giallo paglierino.

 


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